Pistacchio di Bronte VS Pistacchio Straniero

Ecco come fare a riconoscere il Vero Pistacchio di Bronte da quello straniero!

Ma è fatto con il Pistacchio di Bronte? Quante volte avete sentito questa frase?

Quanti dubbi vi sono realmente apparsi nella testa? Ogni giorno, sopratutto quando ci troviamo fuori per le fiere nazionali molta gente ci pone questa domanda esistenziale.

Un sacco di “profeti” da tutte le parti del mondo dichiara di possedere il Vero Pistacchio di Bronte, ma è realmente cosi?

Non credo proprio!

Ma quanto Pistacchio può produrre il paese di Bronte?

Bene… a questa domanda abbiamo cercato di rispondervi con la massima precisione dopo ovviamente aver fatto quattro conti… Andiamo!

Come già sicuramente saprete il Pistacchio di Bronte trova le sui origini nell’antica Persia, tra Turchi, Greci ed Arabi ne abbiamo viste di cotte e di crude. Uno dei motivi principali per il quale ci sentiamo di trattare tale argomento è proprio quello di far capire ai nostri clienti ma ancora prima al mondo intero, che il pistacchio di Bronte non ha eguali in quanto a gusto e proprietà nutritive.

Partiamo dal presupposto che il Pistacchio a Bronte non manca mai (ai brontesi) e che quindi anche nei cosiddetti periodi di magra, ce sempre qualcuno in paese che ne conserva un po per uso personale o per rivenderlo a buon mercato nei periodi più bui.

Facendo due conti a Bronte di pistacchio se ne produce mediamente dai 30 ai 40 mila quintali ogni biennio, ciò rappresenta oltre il 90% della produzione italiana di pistacchio e circa il 2% di quella mondiale.

Nostra fortuna è che la pianta di pistacchio è una pianta molto longeva e riesce ad andare in piena produzione dopo i 10 anni di vita.

Considerate che un pistacchieto di un solo ettaro può rendere in termini economici tanto quanto un intero campo di cereali. Di solito una pianta sana mediamente riesce a produrre dai 15 ai 35 kg di frutti questi significa che per ogni ettaro di terreno può esserci una produzione anche di 3/3,5 tonnellate.’

Inoltre si deve considerare il fatto che il territorio di Bronte ha una superficie quadrata di circa 250kmq e che di questi solamente 1/3 è coltivato dai residenti del luogo.

Nel corso degli anni l’uso del pistacchio nella cucina tradizionale italiana si è moltiplicato radicalmente, questo ha incrementato fortemente la voglia e l’esigenza da parte dei coltivatori di incrementare al massimo la produzione, per riuscire a soddisfare l’intera domanda di mercato.

Ma torniamo a noi… rispondendo a questa semplice domanda…

E’ possibile che il pistacchio di Bronte coltivato in un così modesto territorio siciliano alle pendici dell’Etna sia in grado di soddisfare l’intera domanda Nazionale ed Internazionale? E’ possibile che tutto il pistacchio presente nelle pasticcerie e gelaterie sparse per l’Italia che viene utilizzato per la realizzazione di creme dolci e altre ricette sia davvero di Bronte?

La risposta ovviamente è NO!

Bene… a questa domanda però ci teniamo a rispondere con molta cura, perché sono tante le caratteristiche da attenzionare per distinguere il pistacchio di Bronte dalla concorrenza.

Passiamo adesso alle caratteristiche fisiche del pistacchio.

Ecco come riconoscere il Pistacchio di Bronte da quello Straniero in base alle caratteristiche fisiche!

pistacchio verde di bronte dop

Pistacchio Verde di Bronte DOP

pistacchio straniero

Pistacchio Straniero

 

La prima cosa da osservare per distinguere il pistacchio di Bronte dal pistacchio straniero è la forma allungata del pistacchio.

 

Infatti se fate attenzione ai chicchi che acquistate in giro per l’Italia o al primo supermercato che trovate per strada potete rendervi conto che sono molto grossolani.. Cosa significa?

In sostanza in pistacchio di Bronte ha una forma molto più affusolata come se quasi toccaste due punte alle estremità.

Contrariamente il pistacchio straniero ha una forma molto più panzuta insomma un po più cicciottello. Se vi trovate di fronte ad un chicco di pistacchio abbastanza tondeggiante (stile in sovrappeso) state sicuri che quello non è un pistacchio di Bronte.

Ovviamente potete accorgervene se avete prima acquistato o visto il vero pistacchio di Bronte sgusciato.

Basta ricordare che normalmente il pistacchio di Bronte va molto più in lunghezza che in larghezza e le dimensioni sono poco o più di 1 cm.

Altro fattore importate che vi permette di riconoscere il nostro pistacchio da uno straniero è la forma concava del guscio. Se vi trovate davanti a dei pistacchi ancora con il guscio, fissate attentamente le estremità e constatate che la forma sia abbastanza concava come a proteggere il chicco. (Lo so non facile per occhi inesperti), ma non preoccupatevi che adesso vedremo quali sono gli altri metodi  per distinguere il pistacchio di Bronte da quello straniero.

Inseriamo un altro fattore essenziale e molto semplice da verificare; parliamo adesso del colore… si sa che il colore di base del pistacchio è il verde no? A meno che non scambiate mandorle per pistacchi 🙂

Ma il verde non è tutto uguale giusto? Infatti possiamo aiutarci guardando attentamente la pellicina esterna che ricopre del frutto sgusciato e se il colore si avvicina molto a un viola melanzana con dei piccoli riflessi verdi allora siete nel posto giusto. Ma non festeggiate ancora, perché per esserne sicuri provvedete a spaccare in due il chicco è il vero pistacchio di Bronte vi mostrerà un colore verde smeraldo molto acceso.

Se invece per vostra sfortuna troverete una colorazione un pò incerta che va più sul giallo, allora ahimè mi dispiace ma state mangiando un pistacchio straniero.

Il colore è una tra le caratteristiche più importante da valutare perché al suo interno il chicco presenta una colorazione sempre verde, a volte più chiara a volte più scura in base alla quantità di clorofilla presente nella pianta, ma sicuramente mai giallo. Stessa cosa se acquistate della granella o farina di pistacchio ovviamente il viola esterno non lo noterete ma il verde sarà sempre ben visibile. NO AL GIALLO!

Adesso cominciamo a fare sul serio, siamo già in grado di osservarlo meglio e di cavarci qualche risultato. Passiamo allora alla fase successiva di analisi, che è quella del gusto o meglio dell’assaggio.

Passiamo adesso al sapore…

Che sapore ha il Pistacchio di Bronte rispetto a quello straniero?

Quando assaggiate un chicco di pistacchio di Bronte il gusto, la morbidezza e la croccantezza sono sempre molto equilibrate… Cosa vuol dire?

Assaggiate un chicco di pistacchio di Bronte e noterete subito che al primo colpo di denti il chicco verde si sbriciolerà dolcemente facendovi assaporare tutti i suoi granelli fino all’ultimo e non come se in bocca aveste una sorta di patatina pastosa, se al contrario state degustando un falso allora (di solito) il chicco tende a rompersi molto più bruscamente come se masticaste un confetto da battesimo. (sembra difficile capirlo ma in realtà non lo è)

Osserviamo anche continuando a masticare come il gusto del vero pistacchio sia tendente al dolce sia quando masticate che nel retrogusto finale prima di essere inghiottito.

Da questa affermazione, cominciamo subito a sfatare un mito, che non ci spieghiamo come possa venir fuori… mi spiego meglio!

Molta gente un po per ignoranza generale, un po per commercializzare i loro (prodotti fittizi) propongono il pistacchio come frutto salato.

Niente di più sbagliato!

Allora al riguardo ci sono state un sacco di chiacchiere ma una cosa è certa signori e signore.. In commercio non troverete mai il Pistacchio di Bronte D.O.P. salato. QUESTO E’ POCO MA SICURO!

Tutto il resto è aria fritta, è vero che ci sono tipi di lavorazioni e varietà di pistacchio diversi in tutto il mondo, ma niente di tutto ciò nasce come salato. Quindi alla domanda… ma il Pistacchio di Bronte è salato?

La risposta è decisamente NO! Il pistacchio che viene venduto salato o che ha un retrogusto salato viene rilavorato e messo in commercio come alternativa al vero pistacchio, che è di natura dolce.

Riconoscere il Pistacchio di Bronte dalla certificazione D.O.P.

Come ultimo ma forse più importante elemento di riconoscimento del pistacchio di Bronte si deve per forza di cose controllare la denominazione di origine protetta o controllata. Cosiddetta D.O.P.

Per i più impreparati o per le persone che ancora non hanno appieno appreso le fasi di verifica precedentemente esposte l’unica risorsa rimasta a loro disposizione è la certificazione D.O.P.

Se con i primi metodi indicati qui sopra avete avuto qualche difficoltà, allora basta saper leggere le etichette, (semplice no), in giro per il mondo troverete un sacco di diciture del genere.. Pistacchio di Sicilia o ancora Pistacchio di Bronte… Ahimè questo ancora una volte non è garanzia di successo, in quanto si potrebbe far riferimento al pistacchio che viene prodotti ad Agrigento (sempre in Sicilia) dove anche li si coltiva il pistacchio. (di qualità diverse)

Non ci sono scappatoie ragazzi, se volete essere certi di voler gustare il vero pistacchio di Bronte la soluzione è una e una soltanto… Cercate la denominazione DOP che garantisce non solo la provenienza, ma anche la qualità del pistacchio che mangerete.

IL CASO E’ CHIUSO!

Spero ti sia piaciuto l’argomento, ci battiamo ogni giorno per divulgare la conoscenza sul territorio Etneo e sul nostro amato Oro Verde per questo ci teniamo molto ad avere la tua opinione. Puoi lasciarla qui sotto tra i commenti in caso di dubbi e perplessità saremo lieti di soddisfare le tue richieste in modo da chiarire ulteriori incertezze.

Grazie ancora…

 

 

 

 

 

 

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